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Liala regina del romance italiano

Liala regina del romance italiano

Chi è stata la più famosa e prolifica autrice di romanzi rosa in Italia? Conosciuta con il suo pseudonimo, Liala è stata l’indiscussa la regina del romance.

Nel panorama della letteratura rosa italiana, c’è un nome che risuona come un valzer d’epoca, un profumo di fiori rari e un’eleganza senza tempo: Liala. Questa scrittrice non ha solo scritto romanzi, ha creato un vero e proprio universo letterario di nobili, piloti audaci, drammi amorosi e lusso sfrenato, plasmando il gusto di intere generazioni di lettrici e gettando le basi per tutta la letteratura rosa come la conosciamo oggi. Ma chi si nascondeva dietro questo pseudonimo così evocativo?

Chi era Liala

Iniziamo raccontando un po’ la vita di questa donna incredibile i cui romanzi hanno appassionato, e ancora lo fanno, generazioni di lettrici. I suoi romanzi vengono stampati in nuove vesti da editori consapevoli del loro valore.

Liala, come ben sai, era il suo pseudonimo. Il nome vero di questa conosciutissima scrittrice italiana era Amalia Liana Negretti Odescalchi. Il cognome Odescalchi non era un vezzo letterario, bensì indicava le sue origini aristocratiche, anche se lei preferiva definirsi semplicemente una “contessa mancata”.

Era nata a Carate Lario, in provincia di Como nel 1897. La sua giovinezza fu segnata dall’ambiente colto e sofisticato della Lombardia dell’epoca, che poi avrebbe riversato integralmente nelle sue ambientazioni narrative.

Una vita da film

La vita di Amalia, in arte Liala, fu intensa e romanzesca quanto i suoi libri. Si sposò giovanissima con il marchese Pompeo Vitelleschi, di diciassette anni più vecchio di lei e con cui ebbe due figlie. Il matrimonio però naufragò e i due si separarono. In seguito Amalia incontrò il suo grande amore, quello che cambiò la sua vita e la ispirò fu quello per un altro uomo: il capitano pilota Vittorio Centurione Scotto.

La relazione tra i due, intensa e tragica, lui morì durante un volo di collaudo nel 1926, sul suo idrovolante, mentre si preparava per coppa Schneider, una competizione appunto per idrovolanti. Amalia ne uscì con il cuore spezzato, ma questo immenso dolore le diede la spinta emotiva e l’ambientazione per le sue prime e celeberrime opere. I suoi eroi difatti sono spesso stati audaci piloti, simbolo di libertà e di amore.

L’epoca d’oro e la produzione letteraria

Liala ha scritto per circa settant’anni, ma il suo periodo di massimo splendore va dagli Anni Venti fino agli Anni Settanta. La sua fortuna coincise con l’epoca fascista, che la apprezzava per l’esaltazione dei valori tradizionali e delle figure eroiche come gli aviatori, e che poi attraversò tutto il dopoguerra.

Il suo romanzo d’esordio fu Signorsì, del 1931 e che ho in diverse edizioni. Fu un successo clamoroso che la proiettò subito nell’Olimpo delle autrici più amate. Il titolo deriva dal modo in cui le reclute rispondevano agli ordini, un omaggio al mondo militare e e al suo amato Centurione Scotto. Signorsì, pubblicato da Mondadori, andò SOLD OUT, come si dice ai giorni nostri in venti giorni.

Altri titoli iconici e amatissimi che hanno definito il genere sono:

  • Dormire e forse sognare
  • Per vederlo ancora
  • Melodia scura

La sua produzione è vastissima: Liala ha scritto più di sessanta romanzi e la sua caratteristica distintiva è sempre stata la cura maniacale per i dettagli, soprattutto quando descriveva abiti, case aristocratiche e, ovviamente, aerei e automobili di lusso.

Liala regina del romance italiano

Il segreto del successo

Liala scriveva per un pubblico prevalentemente femminile, desideroso di evadere dalla quotidianità in un mondo di sogni, lusso e passioni intense, ma sempre castigate. Le sue lettrici cercavano l’eleganza, il decoro e il dramma che nella vita reale spesso mancavano. I suoi romanzi offrivano un modello di romanticismo idealizzato, dove la bellezza, la ricchezza e il coraggio si fondevano con l’amore eterno.

Lo stile inconfondibile

Il suo stile è riconoscibile ancora oggi. Utilizzava un lessico ricercato, a volte quasi desueto, che contribuiva a dare un tono di solennità e distinzione. Le sue pagine erano piene di descrizioni minuziose di abiti firmati, arredi sontuosi e paesaggi da sogno. Non tutti però apprezzavano la sua scrittura e il genere.

Nemmeno a dirlo le autrici di rosa spesso ancora oggi si scontrano con pregiudizi e preconcetti sul genere.

Talvolta i critici si riferivano ai suoi romanzi con un termine spesso spregiativo (la lialata) che si riferiva al suo stile melodrammatico pieno di frasi ad effetto (un po’ come fanno oggi nel marketing e nel giornalismo con il sensazionalismo) sospiri ed enfasi esagerata sui sentimenti. Le sue moltissime lettrici la definivano, invece, la “magia di Liala”.

Liala regina del romance italiano

Curiosità

Nonostante il successo popolare, Liala fu spesso snobbata dalla critica letteraria ufficiale, come è accaduto a molte autrici di romance. Lei rispondeva con un’ironia tagliente e continuava a vendere milioni di copie, dimostrando che il vero giudice era il cuore delle sue lettrici.

E infine, una curiosità che di sicuro non sai… e fammi sapere se mi sbaglio. Nel 1946 Mondadori (Arnoldo Mondadori Editore) crea, per le affezionate lettrici di Liala, il settimanale Confidenze di Liala, ti ricorda qualcosa? Ancora oggi trovi il settimanale in edicola. Il nome però è solamente Confidenze.

Hai letto dei romanzi di questa famosissima scrittrice italiana? Sai com’è nato il suo pseudonimo e chi glielo ha dato? Non perdere il prossimo articolo in cui ti racconto altre curiosità su Liala e sui suoi romanzi.

Liala regina del romance italiano

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