
Ne sentiamo parlare spesso, ma cosa sono i classici della letteratura? Quali romanzi possono essere definiti classici?
I classici della letteratura sono quei romanzi che non passano mai di moda. Li troviamo citati nei film, studiati a scuola, consigliati da insegnanti e critici, ripubblicati in mille edizioni diverse e spesso adattati dal cinema per film e serie TV. Ma cosa significa davvero classico? Chi decide quali libri ritenere classici?
Cosa si intende per classico
Un classico della letteratura è un libro che, indipendentemente dall’epoca in cui è stato scritto, continua a essere riconosciuto come influente e importante, che viene letto e studiato anche se sono passati decenni, o magari secoli, dalla sua prima pubblicazione, che sia capace di parlare ai lettori di ogni generazione.
Italo Calvino, grandissimo scrittore italiano, in un suo famoso saggio, scrisse:
un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

In altre parole, ogni volta che rileggi un classico scopri qualcosa di nuovo.
Chi decide se un libro è un classico
Non esiste un organo che stila una lista ufficiale. La classificazione nasce dall’incontro di più fattori di chi fanno parte i critici letterari che analizzano le opere, i temi trattati, l’importanza storica e culturale del romanzo, le università e scuole che lo inseriscono nei programmi di studio, l’influenza che quel particolare scritto ha avuto su altri scrittori, film, saggi, eccetera e, non ultimo, il pubblico dei lettori che legge le opere generazione dopo generazione.
Solo i romanzi d’epoca possono essere classici
No, un classico può essere antico o moderno. Non fa differenza. Ecco come sono suddivisi i classici a seconda delle epoche:
Esistono:
- classici antichi a cui appartengono opere di Omero e Virgilio;
- classici dell’Ottocento come quelli di Jane Austen, Dickens e Tolstoj;
- classici moderni del Novecento come quelli di Orwell o Hemingway;
- classici contemporanei ovvero libri recenti che molti considerano già fondamentali come ad esempio Il nome della rosa, Cent’anni di solitudine o la saga di Harry Potter.

Ciò che conta non è quando sono stati scritti, ma la loro resistenza nel tempo.
Caratteristiche che rendono un romanzo un classico
Quali sono i tratti peculiari che ritroviamo nei classici? Quali i trope più utilizzati? Eccoli:
- l’universalità dei temi: parlano di ciò che può riguardare chiunque in qualunque epoca, come ad esempio amore, desiderio di potere, libertà, paure, crescita interiore e personale;
- Parlano di amore, desiderio, potere, libertà, paura, crescita personale…
Temi che riguardano chiunque, in qualsiasi epoca. - della complessità del vivere. Che non significa per forza che siano romanzi “pesanti”, ma di sicuro che sono profondi e tendono a far riflettere;
- l‘influenza culturale che hanno nella loro epoca o anche dopo. Sono romanzi che invogliano a cambiare il modo di pensare e/o di raccontare;
- la capacità di resistere al tempo che hanno. Sono romanzi che non invecchiano e vengono letti e amati da generazioni di lettori;
- la qualità letteraria con cui sono scritti, lo stile, la struttura narrativa.
I classici più amati dalle lettrici
Ebbene sì, ci sono classici intramontabili che sono amati dalle lettrici di ogni tempo. Vuoi sapere quali sono? Anche se se sono certa li conosci benissimo, eccoli:
- Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen (1813) a cui possiamo aggiungere tutti gli altri suoi romanzi per l’influenza che hanno avuto sulla società e sulla letteratura. Questo romanzo è la storia d’amore più celebre dell’intera narrativa inglese;
- Jane Eyre di Charlotte Brontë (1847) in cui la protagonista è una donna indipendente e forte oltre che moderna (per il suo tempo);
- Cime tempestose di Emily Brontë (1847) in cui mescolano dramma, passione e atmosfere gotiche. Un vero cult;
- Passione, dramma, atmosfere gotiche: un cult.
- Piccole donne di Louisa May Alcott (1868) un classico intergenerazionale sulle sorelle March davvero imperdibile;
- Anna Karenina di Lev Tolstoj (1877) in cui l’autore fa una delle più profonde analisi dell’amore e della società;
- Madame Bovary di Gustave Flaubert (1856) in cui Emma rappresenta l’eterno desiderio di evasione;
- I miserabili di Victor Hugo (1862).

Curiosità
Nel XIX secolo, quindi parliamo dell’Ottocento, la narrativa sentimentale, e quindi i romanzi rosa, come li chiamiamo adesso, erano popolarissimi anche se molte donne pubblicavano con pseudonimi maschili o, come Jane Austen, che pubblicò Orgoglio e pregiudizio inizialmente con la dicitura “By a Lady” (ovvero Di una Signora) dopo che fu rifiutato da un editore.
Alcuni classici, come ad esempio Cime tempestose, furono accolti malissimo dal pubblico e divennero famosi soltanto dopo la morte dell’autrice. tra i classici che oggi osanniamo c’è, ad esempio Il grande Gatsby che all’epoca della sua uscita non ebbe successo.
Perché leggere i classici
Alcune lettrici amano i classici, altre no. È normale, non a tutti piacciono gli stessi romanzi, o gli stessi generi e trope. Se però ami leggere una chance ai classici è giusto darla, anche perché puoi godere di grandi storie d’amore che hanno fatto emozionare generazioni di lettrici e ispirato i romanzi moderni, conoscere eroine forti che hanno aiutato nell’emancipazione femminile, fare viaggi nel tempo attraverso epoche e culture e arricchirti con un linguaggio elegante e intramontabile.
I classici della letteratura sono anche fonte di citazioni, ispirazione per scrittrici e scrittori, e una chiave per capire come si è evoluto l’amore nella narrativa.
Per concludere
I classici non sono libri “vecchi”, ma libri vivi che continuano a parlare al cuore delle lettrici perché raccontano emozioni che restano immutabili nel tempo come l’amore, il coraggio, i conflitti interiori, il sogno di una vita diversa.
Che tu sia una fan dei grandi amori ottocenteschi o delle protagoniste ribelli, il mondo dei classici ha sempre un romanzo perfetto per te.

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